Generazioni connesse e IoT: Millennials VS Generazione X

Generazioni connesse e IoT

Ovvero l’impatto di IoT sulle diverse generazioni

Partiamo da alcuni dati di fatto. Il mercato dell’Internet of Things (IoT) sta crescendo con una percentuale vicina al 25% annuo dal 2014 (Forbes).

L’ IoT possiede un potenziale applicativo enorme in moltissimi settori economici. Questo ne favorisce la penetrazione capillare. Si parla di IoT nelle infrastrutture di pubblica utilità e nei settori dell’automotive. Nell’edilizia e nel settore farmaceutico. Nei trasporti e nella logistica.

Un mercato enorme quello dell’ IoT che richiede competenze altamente specialistiche. Ma che offre grandi opportunità professionali a chi possiede le capacità di operarvi.

L’ IoT si inserisce in quella che è stata definita da Tom Goodwin, VP di Havas Media, la terza era di Internet. Dopo la connessione dei computer e quella delle persone (attraverso il mobile). Siamo nel bel mezzo della connessione degli oggetti.

Parlare di IoT non è come parlare di un concetto univoco. L’ IoT non è ancora del tutto diventato mainstream, come è successo recentemente per altri concetti legati alle nuove tecnologie. Si pensi, ad esempio, a concetti come le cripto valute, le startup e l’industria 4.0. La conoscenza delle possibilità dell’ IoT dipende dal grado di cultura digitale del nostro interlocutore.

Se dovessimo chiedere a cento persone di dare una definizione di IoT probabilmente riceveremmo cento risposte diverse.

A seconda del lavoro che svolgono, alcuni potrebbero associare l’IoT all’automazione industriale e alla robotica. Altri potrebbero concentrarsi sul proprio smartphone e sugli altri dispositivi intelligenti presenti nelle proprie case.

Tutte queste associazioni di idee sono tecnicamente corrette. L’ IoT può avere diverse definizioni a seconda dell’uso che se ne fa. L’ Iot ha due utilizzi principali: l’uso privato/domestico e quello industriale.

In termini più semplici, alcune persone usano l’ IoT in modo diverso rispetto ad altri. La flessibilità dell’ IoT e l’elevato numero di dispositivi intelligenti, sia a casa che sul posto di lavoro, consentono di connettersi l’un l’altro in modi nuovi e innovativi.

Come se non bastasse, l’utilizzo dell’IoT varia anche tra fasce di età.

Ma come viene usato l’IoT nelle diverse generazioni?

 

Oggi vorremmo proporvi un’analisi che da un lato ci aiuterà a capire meglio certi comportamenti. Dall’altro spodesterà dal primo gradino del podio la generazione che ad oggi è considerata maggior fruitrice delle nuove tecnologie.

La Generazione Z

Sebbene i Millennial stiano attirando la maggior parte delle attenzioni.  Gli appartenenti alla Generation Z stanno diventando tutti maggiorenni. Si tratta di nati tra la metà degli anni ’90 e gli inizi del 2000. Attualmente rappresentano circa il 25% della forza lavoro.

La Generation Z utilizza l’IoT principalmente per i social media e per rimanere in contatto con gli amici. Anche se molti vedono le loro cerchie sociali contrarsi durante questa fase di avvicinamento al mondo del lavoro. Siti come Facebook, Snapchat e Twitter offrono un modo semplice e divertente per tenersi in contatto.

Molti studenti universitari tendono ad utilizzare piattaforme e app specializzate. Come ad esempio assistenti virtuali personali (Cortana e Alexa) e servizi di streaming musicale. Naturalmente hanno a disposizione una pluralità di software e/o applicazioni per aiutarli nei loro studi.

Alcune scuole forniscono ai loro studenti computer portatili o tablet. Ogni istituzione scolastica ha ormai un laboratorio informatico ad uso degli studenti.

Le classi stanno diventando più connesse che mai. E molte di esse sono il risultato diretto delle recenti scoperte nell’IoT e nelle tecnologie correlate.

La Generazione Y_Millennial

I Millennial cadono nella timeline immediatamente prima della Generazione Z. Si tratta di persone nate tra il 1980 e il 1995.

Mentre pochi di loro sono ancora all’università, la maggior parte ha intrapreso la vita professionale.

La generazione dei Millennial non è così tecnologica come sembra. Pur se l’opinione pubblica li associa all’IoT, recenti sondaggi indicano che l’85% dei Millennial intervistati non possiede alcun dispositivo IoT!

Nella ricerca sono citati diversi motivi, tra cui:

  • La mancanza di una casa di proprietà. Dato che molti Millennial sono in affitto in quanto non hanno ancora raggiunto una stabilità economica, non hanno ancora preso in considerazione la gamma di dispositivi intelligenti destinati all’efficienza energetica e alla sostenibilità in casa.
  • Le preoccupazioni per la sicurezza IoT. Forse il motivo principale per cui i Millennial sono riluttanti ad abbracciare l’IoT ha a che fare con la sicurezza digitale. Poiché hanno una solida comprensione dei pericoli posti da tali dispositivi, molti Millennial preferiscono dispositivi più semplici.

Da un lato, quindi, i Millennial hanno bisogno degli ultimi gadget per restare in contatto con i loro amici. Anche se molti non sono disposti a compromettere la loro privacy per farlo. Se i reparti R&D delle grandi tech company non agiscono presto, potrebbero perdere una grande e importante fetta di mercato.

La Generazione X

La definizione di Generation X è meno precisa di quella dei Millennial o della Generazione Z. Essa include in prevalenza chiunque sia nato tra il 1960 e il 1980.

La Generazione X, e qui sta la grande rivelazione, è in prima linea per quanto riguarda l’arrivo dell’IoT.

 

Per molti, l’avvicinamento all’IoT è avvenuta attraverso il posto di lavoro. Gli imprenditori che adottano l’IoT potrebbero accrescere di oltre $ 11 trilioni all’anno il valore economico delle proprie aziende. Ad oggi la maggior parte degli imprenditori o dei CEO aziendali appartiene a questa generazione. Sono quindi queste le persone che hanno l’ultima parola sui processi aziendali e sulla scelta delle strategie.

La maggior parte dei vantaggi arriverà nelle fabbriche che utilizzano l’IoT per la gestione delle operazioni o la manutenzione predittiva. Ne saranno avvantaggiate anche le città che utilizzano reti su larga scala per attività come il controllo del traffico e la sicurezza pubblica.

Ma l’utilizzo dell’IoT da parte della Generazione X non si ferma qui. Molti sono desiderosi di provare gli ultimi smartphone e i device intelligenti per la casa non appena sono disponibili. È una generazione che è più a suo agio con la tecnologia di quanto molte persone immaginino. Poiché una buona percentuale ha un solido conto in banca e una posizione professionale affermata, questi lussi sono, quindi, facilmente accessibili.

La Generazione X gode anche di dispositivi per il fitness connessi all’IoT. Secondo recenti sondaggi, quasi il 60% degli appartenenti alla Generazione X prevede di investire in tecnologia wearable. Al contrario, solo il 47% dei Millennial ha mostrato interesse per questi dispositivi.

Grazie alle risorse economiche per accedere agli oggetti intelligenti e alla possibilità di usare i robot sul posto di lavoro, la Generazione X ha una maggiore esposizione all’Internet of Things rispetto alla maggior parte delle altre categorie.

I Baby Boomer

Sono i circa 80 milioni di persone nati tra il 1946 e il 1964. Questo gruppo comprende i Baby Boomer.

La loro età spesso li rende il bersaglio di battute legate alle nuove tecnologie. Ma molti di loro vivono in case intelligenti basate proprio sulla tecnologia. Alcuni addirittura migliorano la loro qualità di vita grazie all’IoT . Nel frattempo la tecnologia alla base dell’IoT sta diventando sempre più avanzata.

È facile capire perché un Boomer vorrebbe salvaguardare la propria casa con gli ultimi gadget e dispositivi di sicurezza interconnessi. Ma un’innovazione nota come “intelligenza ambientale” sta rendendo le loro case ancora più intelligenti e sofisticate.

Il concetto di “intelligenza ambientale” è un trucco che descrive una particolare nicchia di dispositivi connessi a IoT. Include prodotti come promemoria e scheduler automatici di farmaci. Ma anche robot per combattere la solitudine, piattaforme di assistenza virtualizzate e molto altro.

Queste scoperte non solo aiuteranno a rendere più confortevole la terza età dei Boomer. Ma senza dubbio salveranno anche alcune vite.

Il divario generazionale visto nell’attuale utilizzo dell’IoT è sorprendente.

Sebbene molti sostenitori dei Millennial sostengono che questi ultimi stiano leader nell’utilizzo  di dispositivi intelligenti di nuova generazione. La Generazione X sta abbracciando la tecnologia a un ritmo più costante.

Con i Baby Boomer che iniziano a sfruttare i vantaggi dei gadget interconnessi e la Generazione Z che sta imparando a programmare sistemi nuovi di zecca, potremmo assistere all’annullamento del ioT Generation Gap in pochi anni.

Ecco perché è importante per noi avvicinare quante più persone possibili alle potenzialità dell’IoT.

Il Master in Digital Transformation di Digital Universitas si rivolge ad un target di persone che abbraccia 3 generazioni.  

Si tratta delle generazioni X, Y e Z, essendo pensato per persone che vanno dai 18 ai 45 anni. Persone attive nel mondo del lavoro. Indipendentemente che siano alle prime esperienze o che sentano la necessità di rimettersi in gioco per rimanere al passo con i tempi e sfruttare le potenzialità che la tecnologia in generale e l’ IoT nello specifico comporta.

Superpartes con la Digital Universitas ha inteso creare una divisione Education. Lo scopo è di contribuire all’alfabetizzazione digitale di chi, con passione e determinazione, voglia essere attore della rivoluzione digitale in atto.

Non farti cogliere impreparato alle richieste che il mondo del lavoro oggi impone, trasforma la tua carriera prima che sia troppo tardi!

Questo articolo è ispirato da un articolo di Kayla Matthews apparso sul sito IoT For All in data 20 marzo 2018 dal titolo “How are different generations using IoT?”.