Dati: cuore della trasformazione digitale

Dati cuore della digital transformation

Utilizzare i dati per abilitare nuovi approcci è lo scopo di ogni percorso di trasformazione digitale aziendale?

Tutti sono concordi sul fatto che l’obiettivo principale di qualsiasi trasformazione digitale dovrebbe essere quello di massimizzare il flusso aziendale. Ovvero creare uno stato di produttività ottimale in cui persone, processi e informazioni siano connessi rapidamente, intuitivamente e senza sforzo.

Partiamo da un dato di fatto. Oggi i dati si muovono in modo diverso e ad una velocità maggiore rispetto a qualche anno addietro. Clienti e fornitori sono praticamente connessi in tempo reale.

Va da sé, quindi, che i dati siano al centro del dibattito sulla trasformazione digitale.

Molto spesso le aziende che intraprendono un processo di trasformazione digitale tendono a partire dal rinnovamento delle piattaforme in uso o a ricorrere a strumenti IT complessi. In realtà il punto di partenza di qualsiasi trasformazione digitale sono i dati e la loro corretta organizzazione.

 

Il ricorso a strumenti tecnologici tout court è visto come l’unica possibile salvezza per il cambiamento. Questo non è sempre vero e può essere un malinteso disastroso che porta a bruciare la quasi totalità del budget a disposizione facendo investimenti sbagliati. Sia ben chiaro: un processo di digital transformation non può prescindere dal ricorso a strumenti IT. Ma le aziende che vogliono avere successo in questo percorso devono necessariamente svolgere azioni di ricerca e sviluppo, investire nei loro prodotti, nei loro sistemi e nel personale a livelli costanti.

La chiave per comprendere quale sia la giusta combinazione per il raggiungimento della trasformazione digitale è la corretta analisi e gestione dei dati aziendali.

L’interpretazione dei dati dovrebbe essere sostenuta da tutti i vertici aziendali.

Purtroppo, in molti casi, manca la comprensione dell’importanza dei dati all’interno delle aziende a livello di CdA. Molti dirigenti delegano la responsabilità ai team per guidare e gestire i propri dati. Facendo questo stanno interferendo alla crescita, alla produttività e all’aumento delle vendite della propria azienda. Quello che dovrebbero chiedersi è: “Come possiamo prendere decisioni migliori a livello di consiglio dalle intuizioni che possiamo ricavare dai dati?

Come possiamo servire meglio i nostri clienti e le loro esigenze?

Comprendiamo come interagiamo con i nostri clienti?  Parlando di marketing mobile, cross e multicanale, servizi ai clienti, quali sono i punti chiave di contatto?

Dove sono i miei dati? Sono di buona qualità? Come devo conservarli, connetterli e trasformarli? Posso monetizzarli? Come posso rintracciarli, controllarli e archiviarli?

Di quali competenze ho bisogno per capire questi processi? Ho le persone giuste per facilitare questo tipo di trasformazione aziendale?

I dati servono per consentire alle aziende di prendere decisioni migliori e più informate.

Quando si conoscono i risultati che si stanno cercando di raggiungere è molto più facile concentrarsi sulle azioni da intraprendere. Questo significa che è necessario un completo allineamento con il modello operativo aziendale. Non è necessario fare tutto in una volta, in un unico grande programma su larga scala. Poiché le informazioni emergono, comunicarle ed essere trasparenti con tutti i livelli del team e dei clienti è la chiave per garantire il successo.

Questo è quello che un Digital Transformation Manager deve fare in azienda. Analizzare i processi e riorganizzare i flussi di dati con il ricorso a strumenti IT appropriati. E questo è quello che il Master in Digital Transformation di Digital Universitas trasmette ai propri studenti. Grazie ad un primo approccio alle materie in aula e all’inserimento, in un secondo momento, degli stessi studenti in un contesto aziendale reale.

Questo articolo è stato scritto prendendo spunto da “Data at the heart of transformation” di Sally Philip.